{"id":619,"date":"2022-10-24T16:40:03","date_gmt":"2022-10-24T16:40:03","guid":{"rendered":"https:\/\/movimento-sociale-italiano.org\/?p=619"},"modified":"2022-10-24T16:57:27","modified_gmt":"2022-10-24T16:57:27","slug":"ecco-esattamente-in-quali-circostanze-viene-a-configurarsi-il-reato-di-apologia-del-fascismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/movimento-sociale-italiano.org\/?p=619","title":{"rendered":"Ecco esattamente in quali circostanze viene a configurarsi il reato di apologia del fascismo"},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-white-color has-text-color\">Nostalgici, simpatizzanti e tutti coloro che si identificano ideologicamente con la Destra politica, sovente si chiedono i limiti definiti dalle cosiddette leggi antifasciste, ovvero quelle leggi pensate e messe in vigore per reprimere un certo tipo di pensiero, con gli stessi metodi e sistemi che tali leggi vorrebbero, almeno dichiaratamente, inibire.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-white-color has-text-color\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-white-color has-text-color\">Di seguito abbiamo analizzato alcune vicende che possono ben delineare in quale misura, si possa ancora condividere col prossimo una certa tipologia di pensieri, senza rischiare di essere denunciati, se non arrestati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-white-color has-text-color\">A Torino, in seguito ad un esposto presentato dal Sindaco Chiara Appendino e dal Presidente del Piemonte Sergio Chiamparino, \u00e8 stata messa sotto indagine la casa editrice Altaforte, vicina a CasaPound.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"538\" src=\"https:\/\/movimento-sociale-italiano.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/FN-RF-2-1024x538.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-622\" srcset=\"https:\/\/movimento-sociale-italiano.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/FN-RF-2-1024x538.jpg 1024w, https:\/\/movimento-sociale-italiano.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/FN-RF-2-300x158.jpg 300w, https:\/\/movimento-sociale-italiano.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/FN-RF-2-768x403.jpg 768w, https:\/\/movimento-sociale-italiano.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/FN-RF-2-696x365.jpg 696w, https:\/\/movimento-sociale-italiano.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/FN-RF-2-1068x561.jpg 1068w, https:\/\/movimento-sociale-italiano.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/FN-RF-2.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>Saluto Romano durante un momento del corteo<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p class=\"has-white-color has-text-color\">La colpa che avrebbe scatenato il provvedimento, sarebbe stata la presenza della casa editrice al Salone del Libro. Tanto sarebbe bastato, per far scattare un&#8217;indagine per \u201capologia di fascismo\u201d, il reato introdotto dalla famigerata legge Scelba. Non sembra per\u00f2 affatto probabile che la casa editrice venga condannata, nonostante i suoi dirigenti si dichiarino fascisti. Contrariamente al nome, infatti, la legge si occupa di punire soprattutto chi tenta di ricostruire il vecchio partito fascista, piuttosto che chi lo difende o esprime opinioni favorevoli al fascismo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-white-color has-text-color\">La legge fu approvata nel 1952 per attuare la XII disposizione finale della Costituzione, che proibisce la ricostruzione del partito fascista. \u00c8 composta da dieci articoli, il primo dei quali spiega che si verifica una \u201cricostruzione\u201d del partito fascista quando:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-white-color has-text-color\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-white-color has-text-color\">\u00ab[\u2026] una associazione, un movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore a cinque persegue finalit\u00e0 antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle libert\u00e0 garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attivit\u00e0 alla esaltazione di esponenti, princ\u00ecpi, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-white-color has-text-color\">La definizione appare gi\u00e0 abbastanza ampia, ma negli articoli successivi veniva ulteriormente allargata. L\u2019articolo 4, infatti, rende perseguibile anche il reato che ha finito con il diventare sinonimo della legge, l\u2019apologia del fascismo (cio\u00e8 letteralmente la difesa, a parole o scritta, del regime fascista). Chi \u00abesalta esponenti, princ\u00ecpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalit\u00e0 antidemocratiche\u00bb, stabilisce l\u2019articolo 4, rischia dai sei mesi ai due anni di reclusione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-white-color has-text-color\">Apparentemente la legge Scelba considera quindi reato anche soltanto parlare bene del fascismo o dei suoi esponenti: in base a una semplice lettura del testo dell\u2019articolo 4 sembra che gridare \u00abViva Mussolini!\u00bb possa di per s\u00e9 essere considerato reato. Varie sentenze della Cassazione hanno per\u00f2 rapidamente ridotto notevolmente il perimetro in cui applicare la legge Scelba.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1000\" height=\"563\" src=\"https:\/\/movimento-sociale-italiano.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/Forza-Nuova-e-Destra-Polacca.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-625\" srcset=\"https:\/\/movimento-sociale-italiano.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/Forza-Nuova-e-Destra-Polacca.jpg 1000w, https:\/\/movimento-sociale-italiano.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/Forza-Nuova-e-Destra-Polacca-300x169.jpg 300w, https:\/\/movimento-sociale-italiano.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/Forza-Nuova-e-Destra-Polacca-768x432.jpg 768w, https:\/\/movimento-sociale-italiano.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/Forza-Nuova-e-Destra-Polacca-696x392.jpg 696w\" sizes=\"auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-white-color has-text-color\">Negli anni immediatamente successivi alla sua approvazione, infatti, la legge Scelba venne immediatamente utilizzata contro diversi esponenti del Movimento Sociale Italiano, il partito politico fondato nel 1946 da un gruppo di reduci della Repubblica Sociale Italiana. Nessuno di loro era accusato di cercare di ricostruire il partito fascista, in base all\u2019articolo 1 della legge. Erano invece accusati di apologia del fascismo, in base all\u2019articolo 4. , gli imputati dissero che l\u2019articolo 4 della legge era in contrasto con l\u2019articolo 21 della Costituzione, che garantisce la libert\u00e0 di espressione. Il tribunale di Torino, uno dei tre che si stavano occupando dei processi, trasmise il rilievo alla Corte Costituzionale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-white-color has-text-color\">La sentenza della Corte Costituzionale arriv\u00f2 nel gennaio del 1957 e stabil\u00ec che la legge Scelba non violava la Costituzione. Ma contemporaneamente precis\u00f2 il significato dell\u2019articolo 4: per esserci una vera e propria apologia di fascismo non \u00e8 sufficiente che ci sia \u00abuna difesa elogiativa\u00bb del vecchio regime, ma \u00e8 necessaria \u00abuna esaltazione tale da potere condurre alla riorganizzazione del partito fascista\u00bb. Non \u00e8 reato difendere il fascismo a parole, ma solo se viene fatto \u00abin rapporto a quella riorganizzazione, che \u00e8 vietata dalla XII disposizione\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-white-color has-text-color\">Due anni dopo, nel dicembre del 1958, una seconda sentenza della Corte Costituzionale forn\u00ec una simile precisazione anche per l\u2019articolo 5 della legge Scelba, quello che proibisce manifestazioni fasciste e che, secondo alcuni, era in contrasto con la libert\u00e0 costituzionale di riunirsi e manifestare. Anche qui la Corte stabil\u00ec che le manifestazioni erano vietate, ma solo nel caso in cui fossero propedeutiche alla ricostruzione del partito fascista.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-white-color has-text-color\">Insomma, le interpretazioni della legge Scelba stabiliscono che fino a che un giudice non decide che \u00e8 in corso un tentativo di fondare un nuovo partito fascista, \u00e8 legittimo difendere Mussolini e il fascismo, fare il saluto fascista, vendere memorabilia del regime e manifestare con divise e bandiera fasciste. Un partito politico pu\u00f2 anche definirsi neofascista, a patto di poter dimostrare di non stare ricostruendo l\u2019antico partito fascista e di non avere i suoi obiettivi antidemocratici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-white-color has-text-color\">Per questa ragione movimenti esplicitamente neofascisti come Forza Nuova e CasaPound possono continuare a svolgere normalmente attivit\u00e0 politica. Secondo i giudici, la legge Scelba non impone necessariamente lo scioglimento di un partito che dovesse usare il termine \u201cfascismo\u201d nel suo nome. Il movimento \u201cFascismo e libert\u00e0\u201c, fondato nel 1991 da un senatore del M.S.I., \u00e8 stato sottoposto a numerosi procedimenti per la legge Scelba, ma i suoi fondatori non sono mai stati condannati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-white-color has-text-color\">Nel 1993 il governo tecnico di Giuliano Amato approv\u00f2 un decreto legge che tentava di restringere le possibilit\u00e0 di fare propaganda ed esporre simboli fascisti. Il decreto \u00e8 stato ribattezzato \u201clegge Mancino\u201d, dal nome dell\u2019allora ministro dell\u2019Interno, e da allora \u00e8 diventata la principale legge italiana contro l\u2019incitamento all\u2019odio e alla discriminazione. La legge stabilisce le aggravanti per i reati commessi con finalit\u00e0 razziste o discriminatorie, e punisce \u00abchi diffonde in qualsiasi modo idee fondate sulla superiorit\u00e0 o sull\u2019odio razziale o etnico, ovvero incita a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi\u00bb, proibisce di creare organizzazioni ispirate a questi valori e impone il loro scioglimento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-white-color has-text-color\">La legge stabilisce anche il divieto di esibire bandiere, slogan o altri simboli di organizzazioni violente o discriminatorie durante gli eventi sportivi, e modifica l\u2019originale legge Scelba per rendere pi\u00f9 esplicito il divieto di fare propaganda al fascismo e ai suoi esponenti. La legge Mancino \u00e8 fortemente avversata dai movimenti di estrema destra e nel 2014 la Lega ha proposto un referendum per abolirla.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-white-color has-text-color\">Come la legge Scelba, per\u00f2, anche la legge Mancino rischia di essere in contrasto con l\u2019articolo 21 della Costituzione, che sancisce la libert\u00e0 di espressione: per questo in realt\u00e0 in Italia continua a rimanere possibile esibire simboli fascisti e nazisti. In caso di denuncia, sono i giudici a decidere caso per caso se applicare la legge Scelba, la legge Mancino o se stabilire che l\u2019episodio sia tutelato dall\u2019articolo 21.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-white-color has-text-color\">Secondo alcuni questa situazione \u00e8 troppo permissiva, e le possibilit\u00e0 di fare propaganda all\u2019estrema Destra andrebbero ristrette ulteriormente. Per questo nel 2017 il deputato del PD Emanuele Fiano ha scritto e fatto approvare alla Camera una legge che restringe significativamente la possibilit\u00e0 di fare propaganda al fascismo. La legge \u00e8 composta da un unico articolo:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-white-color has-text-color\">\u00abChiunque propaganda le immagini o i contenuti propri del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco, ovvero delle relative ideologie, anche solo attraverso la produzione, distribuzione, diffusione o vendita di beni raffiguranti persone, immagini o simboli a essi chiaramente riferiti, ovvero ne richiama pubblicamente la simbologia o la gestualit\u00e0 \u00e8 punito con la reclusione da sei mesi a due anni. La pena di cui al primo comma \u00e8 aumentata di un terzo se il fatto \u00e8 commesso attraverso strumenti telematici o informatici\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-white-color has-text-color\">La legge, che non \u00e8 mai stata approvata dal Senato, avrebbe reso perseguibile la vendita di cimeli nazisti o fascisti, le manifestazioni con bandiere e saluti e avrebbe reso l\u2019Italia molto pi\u00f9 simile alla Germania, l\u2019altro paese europeo ad aver dato origine a un regime totalitario di estrema Destra. In Germania la \u201cStrafgesetzbuch section 86a\u201d (cio\u00e8 l\u2019articolo 86, comma a del codice penale) proibisce in modo categorico l\u2019utilizzo di simboli, gesti e slogan di organizzazioni politiche considerate \u201cincostituzionali\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-white-color has-text-color\">L\u2019elenco comprende tutta la simbologia nazista, fascista e dell\u2019estrema Destra pi\u00f9 in generale (sono vietati per esempio i simboli del Ku Klux Klan), ma anche quella dell\u2019Unione Sovietica e comunista pi\u00f9 in generale. Dopo la fine della guerra, gli americani che occuparono la Germania, stabilirono di procedere a una \u201cdenazificazione\u201d totale del paese. Questa decisione, presa nel 1946, insieme alla Strafgesetzbuch section 86a, ha fatto s\u00ec che in Germania siano completamente scomparsi tutti i simboli del nazismo. Le svastiche sono state cancellate dai monumenti, cos\u00ec come le scritte celebrative di Adolf Hitler. In Italia, invece, numerose scritte e altri proclami celebrativi fascisti sono ancora legalmente presenti su diversi monumenti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nostalgici, simpatizzanti e tutti coloro che si identificano ideologicamente con la Destra politica, sovente si chiedono i limiti definiti dalle cosiddette leggi antifasciste, ovvero quelle leggi pensate e messe in vigore per reprimere un certo tipo di pensiero, con gli stessi metodi e sistemi che tali leggi vorrebbero, almeno dichiaratamente, inibire. 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