Morto a Milano Tomaso Staiti di Cuddia, l’ex deputato del MSI

L’ex parlamentare Tomaso Staiti è morto d’infarto a Milano il primo marzo 2017. Era nato a Vercelli il 2 dicembre 1932. I funerali (in forma laica e riservata) sono stati fissati a Lesa, sulla sponda piemontese del Lago Maggiore, dove soggiornava sempre più spesso con la moglie Ivonne. Fu esponente di spicco del Movimento Sociale Italiano. Discendeva dalla nobile famiglia trapanese degli Staiti di Cuddia delle Chiuse, che annovera tra gli altri il garibaldino, deputato, senatore e vice presidente della Croce Rossa Italiana Ruggiero Maurigi Staiti.

Laureato in scienze geologiche, Tomaso Staiti si iscrive nel 1949 al Msi, con cui viene eletto consigliere comunale a Milano nel 1970 e deputato nel 1979, mentre è segretario provinciale del partito. Nel 1984 si candida a segretario del Msi contro Giorgio Almirante e viene sconfitto. Nel biennio 1990-1991, con il segretario Pino Rauti, è in segreteria nazionale. Quando Gianfranco Fini torna alla segreteria nel 1991, abbandona il Msi. Nel 1992 non è più rieletto alla Camera dei Deputati. In seguito contribuisce a fondare la Fiamma Tricolore con Rauti. Nel 2008 si candida al parlamento con La Destra di Francesco Storace. Nel 2011 aderisce al nuovo movimento di Fini, Futuro e Libertà per l’Italia. Ma lo abbandona l’anno successivo e, nel 2014, dichiara che avrebbe votato per il Movimento 5 Stelle.

Durante gli anni ’80, a Milano, cerca di contrastare – invano – l’ascesa di Ignazio La Russa ai vertici locali del Msi, considerando fortemente negativo il legame tra l’avvocato (poi ministro con Alleanza Nazionale) e il costruttore Salvatore Ligresti. Sempre anticonformista e libertario, contesta il potere di Comunione e Liberazione e il berlusconismo («la politica dell’sms: soldi, mignotte, salotti tv»). Nel 1991 si iscrive anche al Partito Radicale.

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